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mercoledì, 23 maggio 2007

QUINDICI ANNI E MI SEMBRA IERI (non è che sia cambiato poi tanto)

Oggi 23 Maggio, una volta tanto, mi piacerebbe essere a Palermo.

MrF
postato da: mrfortune alle ore 12:18 | link | commenti (1)
categorie: mafia, sicilia
giovedì, 19 aprile 2007

LA TASSA

- Pronto?
- Buonasera, dottore.
- Chi parla? Io non sono dottore, forse ha sbagliato numero.
- Non si preoccupasse, dottore, il numero è quello giusto, un si preoccupasse.
- Si, ma chi parla?
- Dottore, lo sa benissimo chi sono. O no?
- Ah! Ma certo è lei! Buonasera, Come stiamo?
- Dottore mi sta pigghiando pu culo? Qua siamo in ritardo di una settimana.
- Eh, lo so, ma che ci vuole fare sono tempi difficili.
- E lei che crede che sono tempi difficili solo per lei? Qui tutti nella stessa barca siamo.
- Io non so più come dirvelo, io così non ci arrivo, non posso, non è che c’ho il pozzo! Facciamo almeno un paio di rate.
- Dottore, qua non è che siamo da Migliore che facciamo le rate.
- E io che faccio mi vendo casa?
- Dottore, con rispetto parlando sono cazzi suoi.
- Ah, si? Allora se sono cazzi miei, itivinne tutti a fare in culu.
- …
- Pronto?
- Dottore, che ha avuto uno scatto di nervi?
- Si, mi deve scusare è che io proprio non ce la faccio più.
- Dottore, sua figlia che fa la seconda media?
- Si, ma che..
- E sempre all’Alberigo Gentili va, o no?
- Si, ma perc..
- E mi pare che domani esce un’ora prima che manca la professoressa Battaglia, quella di Italiano.
- Ho capito.
- E bravo Dottore, che finalmente ha capito, allora ci vediamo domani.
- Si.
- Ci facciamo vedere noialtri, quando chiude l’ufficio, si porti un panino che domani la pausa pranzo la facciamo insieme.
- Si.
- Dottore?
- Mi dica.
- In contanti, mi raccomando.
- Si, certo.
- A domani, allora.
- Arrivederci, si.

Il 5 Maggio a Palermo ADDIOPIZZO organizza la seconda giornata nazionale contro il racket.

MrF





































postato da: mrfortune alle ore 14:53 | link | commenti (5)
categorie: mafia, sicilia
lunedì, 05 marzo 2007

A CIASCUNO IL SUO
Un antico ma sempre valido dibattito pare aprirsi su queste pagine.

Stavo per commentare ma poi è diventato un post.

Per questo paese (proprio questo qui, dove fino all'altro ieri saltavano in aria i giudici, i presidenti del consiglio venivano accusati di collusione, futuri condannati fondavano partiti, e gentili ospiti di grandi latitanti scendevano in campo), per questo paese, dicevo, la mafia esiste solamente dal 1982.
Bizzarro, eh? Però è così, prima di tale data i mafiosi erano criminali comuni, non erano mafiosi, ecco.
Sarà poi Tommaso Buscetta a confidare al Giudice Falcone che in realtà, tra di loro, che ne so quando prendono un caffè al bar o sciolgono un bimbo nell'acido, i mafiosi si chiamano "affiliati" e la mafia si chiama "cosa nostra". Immagino il sorriso sarcastico di Tommy mentre pronuncia con enfasi la parola Mafia.
E questo la dice lunga su quello che gli abitanti di questo paese (sempre questo qui, dove tanto c'è la prescrizione che salva ex presidenti del consiglio da condanne per mafia, dove presidenti [non ex] di regione hanno simpatiche amicizie in comune con capimafia (ex) latitanti da quarantatre anni e così via) la dice lunga, dicevo,su quello che gli abitanti di questo paese, possano sapere e capire della mafia. E di conseguenza di quella che Leonardo Sciascia chiamava mafiosità.

Ma in Sicilia, cazzo, la mafia è cosa pubblica da più di un secolo. Ha cambiato aspetti, certo, forme, capi e gerarchie. Ma in Sicilia da almeno un secolo, la mafia, "cosa nostra", è lo stato. La mafia è cosa pubblica, è cosa di tutti. Di tutti, intendo di tutti.

In Sicilia, per dirne una non esiste evasione fiscale: la quasi totalita dei commercianti paga il pizzo.
Pago una tassa, ottengo un servizio.

Per inciso, quelli che non lo pagano sono 164, hanno nome e cognome e potete leggerli qui.

Anche la mafiosità, ovvero quell'atteggiamento, quel modo di fare, che si rifà agli "uomini d'onore", in Sicilia, appartiene a tutti. Anche agli intellettuali di sinistra, agli studenti universitari, ai professori a scuola, anche a me. Per questo motivo credo che i siciliani si "meritino" senza nemmeno troppe virgolette, la nomea di "mafioso". Chiaramente non di affiliato, ma di mafioso sì, un pò se la meritano.
MrF
postato da: mrfortune alle ore 19:14 | link | commenti (2)
categorie: politica, mafia, sicilia
sabato, 04 marzo 2006

IN UN ALTRO PAESE.

Ho visto questo film l'altro ieri al politecnico fandango. A Roma.
Ho pianto a singhiozzi. Ma, questo non vuol dire niente. Sono un caso a parte.
In ogni caso, ho visto un film stupendo, onesto, terribile, probabilmente necessario. Un film che nella nostra bugiarda televisione non vedrete mai, ma che dovrebbero vedere tutti gli studenti (dalle medie in poi) in Italia. Per non poter fare finta di non sapere, vi consiglio di trovare il modo di vederlo nelle vostre città. Sarà difficile, credo.
Comunque il film non è passato inosservato alla scorsa edizione del Festival di Locarno; l'ultimo diretto da Irene Bignardi. Va detto.
IN UN ALTRO PAESE lo trasmetterebbero nelle scuole. Non in Italia.
IN UN ALTRO PAESE, alcuni dei protagonisti del film, non avrebbero, oggi, l'importanza che hanno in Italia. Nei loro confonti, IN UN ALTRO PAESE, non si avrebbe lo stesso atteggiamento riverente e leccaculo che invece c'è a tutti i livelli in Italia.
Vedetelo, farà bene alla coscienza civica e sociale di ognuno di voi.
Mrf.
P.S. Per questo post vorrei ringraziare Emily, lei, forse, può immaginarne il motivo.
P.P.S. Qui, ho trovato il testo integrale della sentenza Andreotti.
Ne pubblico integralmente le parti conclusive, credo sia necessario leggerla. Per poter dire di non essre di parte:

“In definitiva, la Corte ritiene che sia ravvisabile il reato di partecipazione alla associazione per delinquere nella condotta di un eminentissimo personaggio politico nazionale, di spiccatissima influenza nella politica generale del Paese ed estraneo all’ambiente siciliano, il quale, nell’arco di un congruo lasso di tempo, anche al di fuori di una esplicitata negoziazione di appoggi elettorali in cambio di propri interventi in favore di una organizzazione mafiosa di rilevantissimo radicamento territoriale nell’Isola: a) chieda ed ottenga, per conto di suoi sodali, ad esponenti di spicco della associazione interventi para-legali, ancorché per finalità non riprovevoli; b) incontri ripetutamente esponenti di vertice della stessa associazione; c) intrattenga con gli stessi relazioni amichevoli, rafforzandone la influenza anche rispetto ad altre componenti dello stesso sodalizio tagliate fuori da tali rapporti; d) palesi autentico interessamento in relazione a vicende particolarmente delicate per la vita del sodalizio mafioso; e) indichi ai mafiosi, in relazione a tali vicende, le strade da seguire e discuta con i medesimi anche di fatti criminali gravissimi da loro perpetrati in connessione con le medesime vicende, senza destare in essi la preoccupazione di venire denunciati; f) ometta di denunciare elementi utili a far luce su fatti di particolarissima gravità, di cui sia venuto a conoscenza in dipendenza di diretti contatti con i mafiosi; g) dia, in buona sostanza, a detti esponenti mafiosi segni autentici – e non meramente fittizi – di amichevole disponibilità, idonei, anche al di fuori della messa in atto di specifici ed effettivi interventi agevolativi, a contribuire al rafforzamento della organizzazione criminale, inducendo negli affiliati, anche per la sua autorevolezza politica, il sentimento di essere protetti al più alto livello del potere legale. Alla stregua dell’esposto convincimento, si deve concludere che ricorrono le condizioni per ribaltare, sia pure nei limiti del periodo in considerazione, il giudizio negativo espresso dal Tribunale in ordine alla sussistenza del reato e che, conseguentemente, siano nel merito fondate le censure dei PM appellanti. Non resta, allora, che confermare, anche sotto il profilo considerato, il già precisato orientamento ed emettere, pertanto, la statuizione di non luogo a procedere per essere il reato concretamente ravvisabile a carico del sen. Andreotti estinto per prescrizione. PER QUESTI MOTIVI La Corte, visti gli artt. 416, 416bis, 157 e ss., c.p.; 531 e 605 c.p.p.; in parziale riforma della sentenza resa il 23 ottobre 1999 dal Tribunale di Palermo nei confronti di Andreotti Giulio ed appellata dal Procuratore della Repubblica e dal Procuratore Generale, dichiara non doversi procedere nei confronti dello stesso Andreotti in ordine al reato di associazione per delinquere a lui ascritto al capo A) della rubrica, commesso fino alla primavera deI 1980, per essere Io stesso reato estinto per prescrizione; conferma, nel resto, la appellata sentenza. Visto l’art. 544, comma 3, c.p.p.; indica in giorni novanta il termine entro il quale verranno depositate le motivazioni della sentenza. Palermo, lì 2 maggio 2003. IL CONSIGLIERE est. IL PRESIDENTE (Dr. Mario Fontana) (Dr. Salvatore Scaduti)
postato da: mrfortune alle ore 14:31 | link | commenti (4)
categorie: politica, cinema, mafia, sicilia